Per decenni la sicurezza di internet si è basata su un'assunzione semplice: certi problemi matematici sono talmente difficili da risolvere che nessun computer, per quanto potente, potrebbe forzarli in un tempo ragionevole. Questa assunzione sta per essere messa alla prova da una nuova generazione di macchine, i computer quantistici, capaci in teoria di risolvere proprio quei problemi in tempi drasticamente più brevi rispetto a qualsiasi supercomputer classico. La crittografia che protegge l'online banking, le email, le comunicazioni governative e persino le transazioni in criptovalute si regge in gran parte su questi problemi matematici.
Non si tratta di fantascienza né di un rischio lontano decenni: agenzie come la statunitense NSA e l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale italiana hanno già fissato scadenze operative per la transizione verso una crittografia resistente ai computer quantistici, e i principali standard tecnici sono stati pubblicati definitivamente nel 2024. In questo articolo vediamo perché la crittografia attuale è vulnerabile, a che punto sono realmente i computer quantistici nel 2026, quando gli esperti si aspettano il cosiddetto Q Day e cosa cambia già oggi per aziende, sviluppatori e pubbliche amministrazioni.
Indice dei Contenuti
- Perché i Computer Quantistici Mettono a Rischio la Crittografia di Internet
- L'Algoritmo di Shor e la Fine della Crittografia a Chiave Pubblica Come la Conosciamo
- Harvest Now, Decrypt Later: Perché il Rischio è Già Presente Oggi
- A Che Punto Sono Davvero i Computer Quantistici nel 2026
- Quando Arriverà il Q Day per la Crittografia
- Esperienze, Domande e Pareri degli Esperti sulla Transizione Post Quantum
- Gli Standard NIST per la Crittografia Post Quantum
- CNSA 2.0 e le Scadenze della Transizione Negli Stati Uniti
- La Situazione in Italia e in Europa: ACN ed ENISA
- Tabella Riepilogativa delle Scadenze e degli Standard Post Quantum
- Cosa Possono Fare Fin da Ora Aziende, Sviluppatori e Pubbliche Amministrazioni
- Le Sfide Ancora Aperte della Crittografia Post Quantum
- FAQ: Domande Frequenti
- Conclusione
Perché i Computer Quantistici Mettono a Rischio la Crittografia di Internet
Ogni volta che ci si collega a un sito con HTTPS, si invia un'email cifrata o si effettua un pagamento online, entra in gioco la crittografia a chiave pubblica, una famiglia di algoritmi come RSA e la crittografia a curve ellittiche, ECC, che permette a due dispositivi di scambiarsi informazioni in modo sicuro senza essersi mai incontrati prima. La sicurezza di questi sistemi non deriva da una segretezza assoluta dell'algoritmo, ma dalla difficoltà computazionale di alcuni problemi matematici, in particolare la fattorizzazione di numeri interi molto grandi e il calcolo dei logaritmi discreti.
Un computer classico, per quanto potente, impiegherebbe miliardi di anni per fattorizzare le chiavi RSA a 2048 bit oggi utilizzate come standard in gran parte delle infrastrutture digitali. È proprio questa asimmetria, facile da usare ma impossibile da invertire con la potenza di calcolo attuale, a garantire la sicurezza delle comunicazioni digitali da oltre quarant'anni.
Il problema nasce dal fatto che i computer quantistici non elaborano l'informazione con i bit classici, 0 o 1, ma con i qubit, unità che possono trovarsi in una sovrapposizione di stati e che permettono, per alcune classi di problemi, un'accelerazione radicale rispetto agli algoritmi classici. Tra questi problemi rientra, purtroppo per la crittografia moderna, proprio la fattorizzazione di grandi numeri interi.
L'Algoritmo di Shor e la Fine della Crittografia a Chiave Pubblica Come la Conosciamo
Nel 1994 il matematico Peter Shor dimostrò che un computer quantistico sufficientemente potente potrebbe fattorizzare numeri interi molto grandi e calcolare logaritmi discreti in un tempo polinomiale, anziché esponenziale come avviene sui computer classici. In pratica, l'algoritmo di Shor renderebbe RSA, Diffie Hellman e la crittografia a curve ellittiche completamente insicuri, una volta disponibile hardware quantistico abbastanza stabile e privo di errori da eseguirlo su chiavi di dimensioni reali.
La buona notizia, se così si può definire, è che eseguire l'algoritmo di Shor su una chiave RSA a 2048 bit richiede milioni di qubit fisici stabili e privi di errori, una scala molto lontana da quella raggiunta oggi dai processori quantistici più avanzati, che operano nell'ordine di poche centinaia di qubit fisici. La cattiva notizia è che la crittografia simmetrica, come AES, e le funzioni di hash, come SHA 256, sono molto meno vulnerabili: l'algoritmo quantistico di Grover offre al più un vantaggio quadratico, che si compensa semplicemente raddoppiando la lunghezza della chiave. Il vero punto debole di internet, dunque, non è la crittografia simmetrica che protegge i dati, ma la crittografia a chiave pubblica che protegge lo scambio delle chiavi e le firme digitali.
Harvest Now, Decrypt Later: Perché il Rischio è Già Presente Oggi
Se un computer quantistico in grado di rompere RSA non esiste ancora, perché le agenzie governative stanno già imponendo scadenze di migrazione? La risposta si chiama harvest now, decrypt later, letteralmente raccogli ora, decifra dopo. Si tratta di una strategia con cui un attaccante intercetta oggi traffico cifrato, comunicazioni diplomatiche, dati sanitari, segreti industriali o proprietà intellettuale, e lo conserva in attesa che un computer quantistico sufficientemente potente diventi disponibile per decifrarlo in un secondo momento.
Questo scenario è particolarmente rilevante per dati con un valore di riservatezza che dura anni o decenni: cartelle cliniche, segreti di stato, brevetti industriali, comunicazioni diplomatiche o dati bancari a lungo termine restano sensibili ben oltre la finestra temporale in cui potrebbe emergere un computer quantistico in grado di romperne la cifratura. In altre parole, anche se il Q Day arrivasse tra dieci anni, i dati intercettati e conservati oggi sarebbero comunque a rischio. È proprio questo argomento, più che l'esistenza di un computer quantistico già operativo, a motivare l'urgenza delle scadenze di migrazione fissate da NIST, NSA e dalle agenzie europee.

Esperienze, Domande e Pareri degli Esperti sulla Transizione Post Quantum
Nei team di sicurezza informatica di banche, operatori delle telecomunicazioni e pubbliche amministrazioni che hanno già avviato le prime valutazioni di rischio quantistico emergono situazioni ricorrenti, utili per capire cosa significhi davvero affrontare questa transizione nella pratica quotidiana.
I responsabili della sicurezza delle infrastrutture critiche raccontano spesso la difficoltà di individuare, all'interno di sistemi legacy costruiti in decenni, tutti i punti in cui viene utilizzata crittografia a chiave pubblica: certificati digitali, protocolli VPN, firme del codice sorgente e meccanismi di autenticazione dei dispositivi sono spesso distribuiti su centinaia di sistemi diversi, molti dei quali documentati in modo incompleto.
Chi lavora nella gestione dei certificati digitali segnala come il primo ostacolo pratico non sia tanto scegliere il nuovo algoritmo quanto capire quali fornitori, librerie e dispositivi hardware supportano già gli algoritmi post quantum e quali richiederanno invece un aggiornamento o una sostituzione completa.
I team che si occupano di firma del codice e degli aggiornamenti software evidenziano come questa categoria sia tra le più urgenti da mettere in sicurezza, perché una firma digitale compromessa oggi potrebbe restare valida, e quindi sfruttabile, per anni all'interno di dispositivi già distribuiti sul mercato.
Le organizzazioni che hanno già avviato progetti pilota di crittografia ibrida riferiscono che l'impatto sulle prestazioni delle nuove firme digitali post quantum, più pesanti di quelle classiche, è l'aspetto tecnico che richiede più test prima di un rilascio in produzione su larga scala.
Domande e Risposte Rapide
Serve sostituire subito tutta la crittografia dei propri sistemi? No: le linee guida ufficiali indicano di iniziare da un inventario degli utilizzi della crittografia a chiave pubblica e di dare priorità ai dati con valore di riservatezza a lungo termine.
La crittografia post quantum sostituisce completamente AES e SHA? No: questi algoritmi simmetrici restano considerati sicuri, con l'eventuale raddoppio della lunghezza della chiave come misura precauzionale.
Un computer quantistico che rompe RSA esiste già? No, non risulta a oggi alcun computer quantistico pubblicamente noto in grado di rompere RSA 2048 su dati reali.
Il Parere delle Autorità Competenti
Il NIST raccomanda esplicitamente agli amministratori di sistema di avviare la transizione verso gli standard post quantum il prima possibile, definendo questi ultimi come lo strumento principale per proteggere le informazioni elettroniche dagli attacchi di un futuro computer quantistico. Sulla stessa linea, la NSA, con il framework CNSA 2.0, ha fissato scadenze operative precise per i sistemi di sicurezza nazionale statunitensi, mentre in Italia l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha pubblicato linee guida dedicate alla crittografia post quantum e quantistica, sottolineando l'importanza di valutare fin da ora soluzioni resistenti alla minaccia quantistica, in attuazione della misura 22 della Strategia Nazionale di Cybersicurezza.
A Che Punto Sono Davvero i Computer Quantistici nel 2026
Per valutare correttamente l'urgenza della minaccia, bisogna distinguere tra gli annunci mediatici e i progressi tecnici reali. Nel dicembre 2024 Google ha presentato il chip Willow, circa 105 qubit fisici, con cui ha dimostrato per la prima volta su hardware reale la correzione d'errore quantistica sotto soglia: aggiungendo più qubit fisici a un qubit logico, il tasso di errore diminuisce anziché aumentare, un traguardo scientifico atteso da quasi trent'anni. Nell'ottobre 2025 lo stesso chip è stato utilizzato per l'esperimento Quantum Echoes, pubblicato su Nature, descritto da Google come il primo caso verificabile di vantaggio quantistico perché replicabile su altre macchine.
Sul fronte IBM, l'azienda ha introdotto Nighthawk, un processore da 120 qubit, con l'obiettivo dichiarato di raggiungere un vantaggio quantistico su un caso d'uso commerciale entro la fine del 2026, e ha delineato una roadmap pubblica che prevede il modulo Kookaburra nel 2026 e un sistema pienamente tollerante ai guasti entro il 2029. Anche Quantinuum, in collaborazione con Microsoft, ha annunciato nel marzo 2026 la dimostrazione di 12 qubit logici con un tasso di errore logico di circa 2 su 1.000, inferiore al tasso di errore fisico sottostante, mentre IonQ ha raggiunto 64 qubit algoritmici con il sistema Tempo, basato su ioni intrappolati.
Nessuno di questi risultati equivale però a un computer quantistico in grado di rompere RSA. Un codice di superficie a distanza 7, come quello dimostrato da Google nel 2026, utilizza circa 49 qubit fisici per produrre un solo qubit logico affidabile, mentre l'algoritmo di Shor su RSA 2048 richiederebbe milioni di qubit fisici di questo tipo. Il percorso verso la fault tolerance è oggi considerato scientificamente credibile, ma resta, nelle parole di diversi analisti del settore, un percorso ancora lungo.
Quando Arriverà il Q Day per la Crittografia
Il termine Q Day indica il giorno, ipotetico, in cui un computer quantistico sarà in grado di rompere gli algoritmi di crittografia a chiave pubblica oggi in uso. Nessun esperto è in grado di indicare una data certa, ma esistono stime basate su sondaggi tra ricercatori del settore. Il Global Risk Institute, che dal 2019 conduce un sondaggio periodico tra esperti internazionali di crittografia quantistica, stima una probabilità di circa il 17-22% che un computer quantistico in grado di rompere RSA 2048 emerga entro i prossimi dieci anni.
Diversi analisti indipendenti del settore della sicurezza post quantum collocano la stima centrale del Q Day nella finestra 2033-2035, un orizzonte che coincide non a caso con le scadenze finali fissate dalla NSA per la migrazione completa dei sistemi di sicurezza nazionale statunitensi. È importante sottolineare che si tratta di stime probabilistiche soggette a continui aggiornamenti man mano che emergono nuovi risultati sperimentali, e non di previsioni certe: la storia della crittografia insegna che è più prudente prepararsi per tempo a uno scenario probabile piuttosto che attendere una certezza che, per la natura stessa del rischio legato all'harvest now decrypt later, arriverebbe comunque troppo tardi per proteggere i dati già intercettati.
Gli Standard NIST per la Crittografia Post Quantum
Dopo un processo di selezione durato otto anni, avviato nel 2016 con una richiesta pubblica di proposte, il National Institute of Standards and Technology statunitense ha pubblicato il 13 agosto 2024 i tre standard definitivi di crittografia post quantum, entrati in vigore il giorno successivo:
FIPS 203, ML KEM, basato sull'algoritmo CRYSTALS Kyber, è il meccanismo di incapsulamento delle chiavi pensato per sostituire lo scambio di chiavi RSA e Diffie Hellman, con il vantaggio di chiavi relativamente compatte e operazioni rapide.
FIPS 204, ML DSA, basato su CRYSTALS Dilithium, è l'algoritmo di firma digitale a reticoli pensato come standard primario per sostituire le firme RSA ed ECDSA.
FIPS 205, SLH DSA, basato su SPHINCS+, è uno schema di firma digitale basato esclusivamente su funzioni di hash, pensato come alternativa conservativa qualora in futuro emergessero debolezze negli schemi basati su reticoli.
Nel 2025 il NIST ha inoltre selezionato un quarto algoritmo, HQC, come ulteriore meccanismo di incapsulamento delle chiavi basato su un'ipotesi matematica diversa da quella dei reticoli, per garantire diversità algoritmica in caso di futuri progressi crittanalitici. Il NIST invita esplicitamente amministratori di sistema e sviluppatori ad avviare la transizione verso questi standard il prima possibile, senza attendere l'emergere di un computer quantistico funzionante.
CNSA 2.0 e le Scadenze della Transizione Negli Stati Uniti
Sul fronte della sicurezza nazionale statunitense, la National Security Agency ha pubblicato nel settembre 2022 il framework CNSA 2.0, Commercial National Security Algorithm Suite, aggiornato più volte da allora, che indica gli algoritmi post quantum obbligatori per i sistemi di sicurezza nazionale, tra cui ML KEM 1024 per lo scambio delle chiavi e ML DSA 87 per le firme digitali, insieme ad AES 256 e SHA 384 o SHA 512 per la crittografia simmetrica.
Le scadenze sono scaglionate per categoria tecnologica. Dal 1° gennaio 2027 le nuove acquisizioni di apparati per i sistemi di sicurezza nazionale dovranno essere conformi a CNSA 2.0 per impostazione predefinita. La firma del software e del firmware, tra le categorie considerate più esposte al rischio harvest now decrypt later perché genera artefatti di fiducia di lunga durata, e gli apparati di rete devono raggiungere l'uso esclusivo degli algoritmi post quantum entro il 2030, mentre sistemi operativi, applicazioni personalizzate e servizi cloud hanno una finestra più ampia, fino al 2033. L'obiettivo generale di resistenza quantistica per l'intero perimetro dei sistemi di sicurezza nazionale, fissato dal Memorandum di Sicurezza Nazionale NSM 10, è il 2035.
La Situazione in Italia e in Europa: ACN ed ENISA
Anche in Italia il tema è ormai una priorità istituzionale. L'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, ACN, ha attribuito alla Divisione Scrutinio Tecnologico e Crittografia il compito di promuovere l'uso della crittografia come strumento di cybersicurezza, in attuazione della misura numero 22 della Strategia Nazionale di Cybersicurezza, in base alle competenze assegnate dal decreto legge 82 del 2021.
Tra i documenti pubblicati dall'Agenzia figura una linea guida introduttiva dedicata proprio alla crittografia post quantum e quantistica, pensata per offrire una panoramica dello scenario attuale e delle principali alternative disponibili. Nel giugno 2026 l'ACN ha aggiornato ulteriormente le proprie linee guida sulle funzioni crittografiche, pubblicando nuovi documenti su cifrari a flusso e firme digitali e integrando soluzioni post quantum anche nelle raccomandazioni sul protocollo TLS, già pubblicate a febbraio 2025. Le linee guida chiariscono un punto tecnico importante: i cifrari a flusso, essendo crittografia simmetrica, non risultano particolarmente vulnerabili ai computer quantistici, mentre gli schemi di firma digitale classici rientrano tra le primitive crittografiche più esposte e per questo motivo sono già state affiancate dalle relative alternative post quantum.
Questi documenti si rivolgono a sviluppatori, produttori di dispositivi, fornitori di servizi digitali e responsabili della sicurezza, e trovano un riferimento normativo diretto nella legge 28 giugno 2024 numero 90, che all'articolo 9 richiede alle strutture interessate di verificare che i programmi e le applicazioni che utilizzano soluzioni crittografiche rispettino le linee guida adottate dall'ACN. A livello europeo, un percorso analogo è stato tracciato da ENISA e da una roadmap coordinata dell'Unione Europea, che punta all'avvio della transizione entro la fine del 2026 e alla protezione delle infrastrutture critiche entro il 2030, in linea con quanto stanno facendo agenzie omologhe come l'NCSC britannico e il BSI tedesco.
Tabella Riepilogativa delle Scadenze e degli Standard Post Quantum
| Riferimento | Cosa stabilisce | Scadenza o data chiave |
|---|---|---|
| NIST FIPS 203, 204, 205 | Standard ML KEM, ML DSA, SLH DSA | Pubblicati il 13 agosto 2024 |
| NIST HQC | Quarto algoritmo di incapsulamento delle chiavi | Selezionato nel 2025 |
| NSA CNSA 2.0 | Algoritmi obbligatori per i sistemi di sicurezza nazionale USA | Nuove acquisizioni conformi dal 1° gennaio 2027 |
| CNSA 2.0, reti e firma del codice | Uso esclusivo degli algoritmi post quantum | Entro il 2030 |
| CNSA 2.0, sistemi operativi e cloud | Uso esclusivo degli algoritmi post quantum | Entro il 2033 |
| NSM 10 | Resistenza quantistica dell'intero perimetro NSS | Entro il 2035 |
| ACN, Italia | Linee guida su crittografia post quantum, TLS, firme digitali | Aggiornate a giugno 2026 |
| Roadmap coordinata UE | Avvio transizione e protezione infrastrutture critiche | Avvio entro fine 2026, infrastrutture critiche entro il 2030 |
Cosa Possono Fare Fin da Ora Aziende, Sviluppatori e Pubbliche Amministrazioni
Le scadenze normative descritte finora riguardano in prima battuta i sistemi di sicurezza nazionale e le pubbliche amministrazioni, ma le stesse indicazioni tecniche sono considerate valide anche per il settore privato. Il primo passo, indicato da tutte le linee guida citate, è un inventario completo di dove e come viene utilizzata la crittografia a chiave pubblica all'interno dei propri sistemi: certificati TLS, firme del codice, VPN, protocolli di autenticazione dei dispositivi e archivi di backup a lungo termine.
Una volta completata questa mappatura, la pratica raccomandata dagli standard tecnici è l'adozione della crittografia ibrida, che combina un algoritmo classico, come ECDH, con un algoritmo post quantum, come ML KEM, all'interno dello stesso protocollo di scambio delle chiavi. Questo approccio garantisce che la comunicazione resti sicura anche se uno dei due algoritmi dovesse rivelarsi in futuro vulnerabile, che si tratti di un attacco quantistico sull'algoritmo classico o di una debolezza crittanalitica ancora sconosciuta in quello post quantum.
Un altro concetto chiave è la crypto agility, cioè la capacità di un'infrastruttura di sostituire rapidamente un algoritmo crittografico con un altro senza dover riprogettare l'intero sistema. Dato che la migrazione avverrà probabilmente in più fasi, distribuite su diversi anni e con eventuali revisioni degli algoritmi stessi, progettare fin da ora sistemi flessibili riduce sensibilmente i costi delle transizioni future. Per i dati che richiedono riservatezza a lungo termine, come cartelle cliniche, segreti industriali o comunicazioni istituzionali, la raccomandazione delle agenzie citate è di dare priorità alla migrazione già in questa fase, proprio per limitare l'esposizione al rischio harvest now decrypt later.
Le Sfide Ancora Aperte della Crittografia Post Quantum
La transizione verso la crittografia post quantum non è priva di ostacoli tecnici e organizzativi. Il primo riguarda le dimensioni delle chiavi e delle firme digitali, generalmente più grandi rispetto agli equivalenti classici: una firma SLH DSA nella variante più conservativa può richiedere diversi migliaia di byte e tempi di elaborazione significativamente più lunghi rispetto a una firma ECDSA, con un impatto diretto su dispositivi con risorse limitate, come sensori IoT o smart card.
Il secondo riguarda la relativa giovinezza dei nuovi algoritmi rispetto a RSA ed ECC, in uso e sottoposti a crittanalisi pubblica da decenni: gli schemi basati su reticoli, pur avendo superato un lungo processo di valutazione pubblica del NIST, hanno una storia di analisi crittografica più breve, motivo per cui lo stesso NIST ha voluto affiancare loro un'alternativa concettualmente diversa come SLH DSA, basata solo su funzioni di hash.
Un terzo aspetto riguarda l'enorme scala dell'inventario crittografico da aggiornare: milioni di dispositivi, certificati e librerie software distribuiti in tutto il mondo, molti dei quali con cicli di vita di anni o decenni, dai bancomat ai dispositivi medici, dalle centrali elettriche ai satelliti già in orbita. Infine resta il tema della formazione e della consapevolezza: la transizione richiede competenze specialistiche che oggi sono relativamente scarse sul mercato del lavoro, un collo di bottiglia che diverse organizzazioni di settore indicano come una delle principali cause di ritardo nei progetti di migrazione avviati finora.
FAQ: Domande Frequenti
I computer quantistici possono già rompere la crittografia che usiamo oggi?
No. Non esiste a oggi alcun computer quantistico pubblicamente noto in grado di rompere RSA 2048 o algoritmi equivalenti su dati reali. I processori più avanzati operano nell'ordine di poche centinaia di qubit fisici, mentre l'algoritmo di Shor su chiavi di queste dimensioni richiederebbe milioni di qubit fisici stabili.
Cos'è l'attacco harvest now, decrypt later?
È la strategia con cui un attaccante intercetta e conserva oggi traffico cifrato per decifrarlo in futuro, quando un computer quantistico sufficientemente potente sarà disponibile. Riguarda soprattutto dati con un valore di riservatezza che dura anni o decenni.
Quali sono gli standard ufficiali di crittografia post quantum?
Il NIST ha pubblicato il 13 agosto 2024 tre standard definitivi: FIPS 203, ML KEM, per lo scambio delle chiavi; FIPS 204, ML DSA, e FIPS 205, SLH DSA, per le firme digitali. Nel 2025 è stato selezionato anche un quarto algoritmo, HQC.
Entro quando devono adeguarsi i sistemi di sicurezza nazionale statunitensi?
Secondo il framework CNSA 2.0 della NSA, le nuove acquisizioni devono essere conformi dal 1° gennaio 2027, con l'uso esclusivo degli algoritmi post quantum richiesto entro il 2030 per reti e firma del codice ed entro il 2033 per sistemi operativi e servizi cloud.
L'Italia ha delle linee guida sulla crittografia post quantum?
Sì. L'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha pubblicato linee guida dedicate alla crittografia post quantum e quantistica e le ha aggiornate nel giugno 2026, includendo raccomandazioni post quantum anche nel documento dedicato al protocollo TLS.
Quando arriverà il cosiddetto Q Day?
Non esiste una data certa. Il Global Risk Institute stima una probabilità di circa il 17-22% che un computer quantistico in grado di rompere RSA 2048 emerga entro i prossimi dieci anni, mentre diversi analisti collocano la stima centrale nella finestra 2033-2035.
Conclusione
Il rischio posto dai computer quantistici alla crittografia di internet non è un allarme prematuro né una minaccia già concretizzata: è una transizione tecnica di lungo periodo che è già iniziata, con standard pubblicati, scadenze fissate e linee guida operative in vigore sia negli Stati Uniti sia in Italia e in Europa. I progressi hardware più recenti, dal chip Willow di Google al processore Nighthawk di IBM, dimostrano che la strada verso un computer quantistico in grado di rompere RSA è oggi scientificamente più credibile che in passato, pur restando, secondo la maggior parte degli analisti, ancora distante uno o più decenni.
Proprio per questo motivo, la strategia più prudente indicata da NIST, NSA e ACN non è attendere l'arrivo del Q Day, ma avviare fin da ora l'inventario della propria crittografia, dare priorità ai dati più sensibili e a lungo termine e adottare soluzioni ibride e crypto agili, capaci di adattarsi man mano che gli standard e le tecnologie evolveranno. Chi gestisce infrastrutture digitali, dalle grandi aziende alle pubbliche amministrazioni, ha oggi a disposizione gli strumenti tecnici e normativi per iniziare questo percorso senza dover aspettare che il problema si presenti nella sua forma più urgente.
Fonti e Riferimenti
- NIST, NIST Releases First 3 Finalized Post-Quantum Encryption Standards, agosto 2024, nist.gov
- NIST Computer Security Resource Center, Post-Quantum Cryptography FIPS Approved, FIPS 203, 204, 205, csrc.nist.gov
- NSA, Commercial National Security Algorithm Suite 2.0, CNSA 2.0, nsa.gov
- Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Linee Guida Funzioni Crittografiche e Crittografia Post Quantum e Quantistica, acn.gov.it
- Google Quantum AI, Willow, correzione d'errore quantistica ed esperimento Quantum Echoes, quantumai.google
- IBM Quantum, Roadmap tecnologico, processore Nighthawk e modulo Kookaburra, ibm.com/quantum
- Global Risk Institute, Quantum Threat Timeline Report, globalriskinstitute.org
- NVision Insights, Esplora Tutti Gli Articoli, www.nvisioninsights.it/articoli
- NVision Insights, www.nvisioninsights.it




