Hai presente quella sensazione? Il telefono che due anni fa volava e oggi impiega secondi interi per aprire una app, il portatile che rallenta dopo ogni aggiornamento, la console che smette di ricevere supporto proprio quando il gioco che aspettavi da mesi finalmente esce. Non è un caso isolato, e nemmeno un'impressione. È un fenomeno che ha un nome preciso, una storia lunga un secolo e, dal 2026, anche un quadro normativo europeo pensato per contrastarlo: l'obsolescenza programmata.
In questo articolo analizziamo cosa significa davvero questo termine, quali sono le sue forme concrete, quali aziende sono state sanzionate per averla praticata, cosa cambia con la nuova direttiva europea sul diritto alla riparazione e, soprattutto, come puoi riconoscerla e difenderti in modo pratico.
Indice dei Contenuti
- Cos'è l'Obsolescenza Programmata
- Le Origini del Fenomeno: dal Cartello Phoebus a Oggi
- Obsolescenza Hardware, Software ed Estetica: le Tre Forme
- I Casi Giudiziari più Noti: Apple, Samsung e Non Solo
- Il Nuovo Quadro Normativo 2026: Diritto alla Riparazione e Codice del Consumo
- L'Impatto Ambientale: i Rifiuti Elettronici nel Mondo
- Obsolescenza Programmata: Esperienze Reali, Domande e Parere degli Esperti
- Come Riconoscere un Dispositivo Progettato per Durare Poco
- Strategie Pratiche per Allungare la Vita dei Tuoi Dispositivi
- FAQ: Domande Frequenti
- Conclusione
Cos'è l'Obsolescenza Programmata
Con obsolescenza programmata si intende l'insieme di strategie industriali con cui un produttore progetta, fin dall'inizio, un bene destinato a diventare inutilizzabile, obsoleto o poco attraente entro un tempo prestabilito, in modo da spingere il consumatore verso l'acquisto di un prodotto sostitutivo. Non si tratta della semplice usura naturale dei materiali, ma di una scelta progettuale deliberata, che può riguardare componenti fisici, software o persino l'estetica del prodotto.
Il concetto viene spesso confuso con il naturale invecchiamento tecnologico: è fisiologico che uno smartphone di sette anni fa non regga bene le app moderne, così come è normale che una batteria al litio perda capacità dopo centinaia di cicli di ricarica. La differenza sostanziale sta nell'intenzionalità: quando un produttore introduce accorgimenti tecnici il cui unico scopo è accelerare la fine del ciclo vita di un prodotto, senza un reale beneficio per l'utente, si entra nel territorio dell'obsolescenza programmata in senso stretto.
Il Codice del Consumo italiano, dopo le modifiche intervenute nel 2026, ha reso questa distinzione ancora più netta, introducendo fattispecie specifiche legate proprio agli aggiornamenti software, come vedremo più avanti.
Le Origini del Fenomeno: dal Cartello Phoebus a Oggi
L'obsolescenza programmata non nasce con gli smartphone. Le sue radici affondano nella prima metà del Novecento, quando i principali produttori mondiali di lampadine si riunirono a Ginevra per un accordo passato alla storia come cartello Phoebus: un patto informale con cui le aziende si impegnarono a limitare la durata media delle lampadine a incandescenza a circa 1.000 ore, contro le oltre 2.500 ore che la tecnologia dell'epoca avrebbe già permesso di raggiungere. Chi produceva lampadine troppo durature veniva penalizzato economicamente dal cartello stesso.
Da allora il concetto si è evoluto insieme alla tecnologia, spostandosi progressivamente dal settore manifatturiero classico all'elettronica di consumo, dove la combinazione di hardware e software offre infinite possibilità di accorciare artificialmente la vita utile di un prodotto, spesso senza che il consumatore se ne accorga in tempo reale.
Obsolescenza Hardware, Software ed Estetica: le Tre Forme
Gli esperti distinguono generalmente tre categorie principali di obsolescenza, che raramente agiscono da sole e che più spesso si combinano tra loro nello stesso prodotto.
| Tipo di obsolescenza | Come si manifesta | Esempio tipico |
|---|---|---|
| Hardware | Componenti fisici progettati per guastarsi o non essere sostituibili | Batterie non removibili, saldate alla scheda madre |
| Software | Aggiornamenti che rallentano dispositivi meno recenti o interrompono il supporto | Sistema operativo che smette di ricevere patch di sicurezza dopo pochi anni |
| Estetica o percepita | Il prodotto funziona perfettamente ma viene percepito come vecchio o fuori moda | Nuovo modello con design leggermente diverso ogni anno |
L'obsolescenza software è oggi la forma più diffusa e la più difficile da dimostrare, perché agisce in modo graduale e viene spesso presentata come un miglioramento delle prestazioni o della sicurezza. Un aggiornamento può introdurre funzionalità più pesanti dal punto di vista computazionale che un hardware datato non riesce a gestire con la stessa fluidità, generando un rallentamento percepito come inevitabile invece che come una scelta industriale.
L'obsolescenza estetica, invece, agisce sul piano psicologico: il prodotto continua a funzionare, ma il consumatore lo percepisce come superato solo perché è uscito un modello più recente, con un design leggermente diverso o con una colorazione alla moda. È un meccanismo particolarmente evidente nel settore degli smartphone di fascia alta, dove le differenze tecniche tra una generazione e l'altra sono spesso marginali.
I Casi Giudiziari più Noti: Apple, Samsung e Non Solo
Il caso che più di tutti ha portato l'obsolescenza programmata all'attenzione del grande pubblico riguarda proprio due dei principali produttori di smartphone al mondo. Nel 2018 l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sanzionato Apple con una multa da 10 milioni di euro e Samsung con una multa da 5 milioni di euro, ritenendo che entrambe le aziende avessero diffuso aggiornamenti software capaci di ridurre in modo significativo le prestazioni di alcuni modelli di smartphone, accelerando così il processo di sostituzione dei dispositivi.
Nel caso specifico di Apple, l'Antitrust contestò anche la mancata informazione ai consumatori riguardo al deterioramento fisiologico delle batterie al litio degli iPhone 6 e 6S, che rendeva necessari rallentamenti software per evitare spegnimenti improvvisi. Apple ha sempre respinto l'accusa di aver progettato deliberatamente l'obsolescenza dei propri dispositivi, sostenendo che l'intervento sulle prestazioni servisse a prolungare la vita utile delle batterie usurate, non ad accorciarla. La vicenda non si è fermata ai confini italiani: le autorità francesi hanno sanzionato Apple con una multa aggiuntiva da 25 milioni di euro per non aver informato correttamente gli utenti circa gli effetti dell'aggiornamento a iOS 10.2.1 e 11.2 sulle prestazioni dei modelli più datati.
Il fenomeno, però, non riguarda solo gli smartphone. In tempi più recenti, in Italia, l'associazione dei consumatori Codici ha chiesto il rimborso per gli acquirenti dei robot aspirapolvere Neato del gruppo Vorwerk, dopo che l'interruzione dei servizi smart connessi avrebbe di fatto privato il prodotto di alcune delle sue funzioni principali, pur restando fisicamente integro e funzionante. È un esempio calzante di come l'obsolescenza possa colpire anche attraverso la disattivazione di servizi cloud o di connettività, un territorio ancora poco regolamentato ma sempre più centrale con la diffusione dell'Internet delle cose.
Il Nuovo Quadro Normativo 2026: Diritto alla Riparazione e Codice del Consumo
Il 2026 è un anno di svolta sul piano normativo. Il 31 luglio 2026 è scaduto il termine entro cui tutti gli Stati membri dell'Unione Europea, Italia compresa, dovevano recepire la Direttiva UE 2024/1799 sul diritto alla riparazione, approvata definitivamente dal Parlamento Europeo il 13 giugno 2024. Il cuore della direttiva è l'introduzione di un obbligo di riparazione a carico dei produttori: quando un bene di consumo è rotto o difettoso, ma tecnicamente riparabile, il produttore deve offrire la riparazione, anche oltre il periodo di garanzia legale.
Parallelamente all'intervento europeo, il legislatore italiano ha agito direttamente sul Codice del Consumo. Il D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30 ha introdotto modifiche mirate all'articolo 23, inserendo nuove fattispecie nella lista nera delle pratiche commerciali scorrette: nascondere gli effetti negativi di un aggiornamento software o costringere l'utente a scaricare programmi non necessari al funzionamento base del dispositivo costituisce oggi un inganno sanzionabile direttamente dall'Antitrust, senza che il consumatore debba più dimostrare un nesso di causalità tecnico tra l'aggiornamento e il malfunzionamento, un requisito probatorio che in passato rendeva quasi impossibile ottenere un risarcimento.
A questo si aggiunge un ulteriore tassello che arriva dall'esperienza francese. La Francia ha introdotto già dal 2021 un indice di riparabilità, un punteggio da 0 a 10 calcolato su criteri come la disponibilità di documentazione tecnica, la facilità di smontaggio e la reperibilità dei pezzi di ricambio. Dal 20 giugno 2025 questo obbligo di etichettatura si è esteso, a livello europeo, anche a smartphone e tablet, con una scala di valutazione da A a E simile a quella energetica e con l'obbligo per i produttori di garantire per almeno 7 anni la disponibilità di componenti chiave come batterie, schermi, fotocamere e porte di ricarica. Dal 2026 la normativa si estenderà pienamente anche a computer portatili e console da gioco.
| Norma o strumento | Cosa introduce | Applicazione |
|---|---|---|
| Direttiva UE 2024/1799 | Obbligo di riparazione anche oltre la garanzia legale | Recepimento entro il 31 luglio 2026 in tutti gli Stati UE |
| D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30 | Nuove pratiche commerciali scorrette legate agli aggiornamenti software | Modifica dell'articolo 23 del Codice del Consumo italiano |
| Etichetta di riparabilità UE | Punteggio da A a E su documentazione, smontaggio, ricambi | Obbligatoria per smartphone e tablet dal 20 giugno 2025 |
L'Impatto Ambientale: i Rifiuti Elettronici nel Mondo
L'obsolescenza programmata non è solo un tema di portafoglio, è anche una delle principali cause della crescita incontrollata dei rifiuti elettronici a livello globale. Secondo il Global E-waste Monitor 2024, pubblicato dall'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU) e dall'UNITAR, nel 2022 sono state prodotte a livello mondiale 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici, in aumento dell'82% rispetto al 2010, con una proiezione che porterebbe questa cifra a 82 milioni di tonnellate entro il 2030.
Il dato più preoccupante riguarda però la gestione di questi rifiuti: solo il 22,3% dei rifiuti elettronici generati nel 2022 è stato raccolto e riciclato in modo formale e sostenibile, mentre la parte restante finisce spesso dispersa in discariche non controllate o smaltita in modo improprio, con conseguenti rischi ambientali e sanitari, oltre alla perdita di materiali strategici come le terre rare, di cui solo l'1% della domanda globale viene oggi soddisfatto tramite riciclo.

Obsolescenza Programmata: Esperienze Reali, Domande e Parere degli Esperti
Per capire davvero come l'obsolescenza programmata si traduce nella vita quotidiana, è utile guardare a situazioni concrete, alle domande più ricorrenti che i consumatori si pongono e a ciò che dicono le autorità competenti in materia.
Esperienze reali
Chi lavora nel settore dell'assistenza tecnica racconta spesso scenari simili. Un tecnico di un centro riparazioni indipendente descrive come, dopo un aggiornamento di sistema, molti clienti si presentino con smartphone che "improvvisamente" faticano ad aprire le app più comuni, pur avendo pochi anni di vita. Un piccolo imprenditore che gestisce diversi laptop aziendali racconta di aver dovuto sostituire un intero parco macchine perché il produttore aveva interrotto il supporto software proprio mentre l'hardware era ancora perfettamente funzionante. Un consumatore che ha acquistato un elettrodomestico smart racconta invece la frustrazione di ritrovarsi con un prodotto fisicamente integro ma privo delle sue funzioni principali, dopo la disattivazione di un servizio cloud da parte del produttore. Sono situazioni rappresentative di un vissuto molto diffuso, più che episodi isolati.
Domande e risposte
Una domanda che ricorre spesso è se sia possibile evitare del tutto questi problemi rimandando gli aggiornamenti. La risposta, secondo gli esperti di sicurezza informatica, è complessa: rimandare troppo a lungo un aggiornamento espone il dispositivo a rischi di sicurezza concreti, quindi la strategia migliore non è evitarli, ma informarsi prima dell'installazione, verificando le note di rilascio e le eventuali segnalazioni di rallentamento su modelli meno recenti.
Parere dell'esperto
Sul piano istituzionale, la posizione dell'Antitrust italiano è netta. In diverse audizioni parlamentari, il presidente dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sottolineato come le strategie di obsolescenza programmata abbiano un impatto che va oltre i diritti dei singoli consumatori, toccando la sostenibilità ambientale, la produzione di rifiuti e persino la spesa pubblica, dal momento che anche le pubbliche amministrazioni acquistano regolarmente beni di consumo elettronici. Le organizzazioni dei consumatori, da Altroconsumo a Federconsumatori, convergono su un punto condiviso con le istituzioni europee: la trasparenza informativa sulla durata di vita dei prodotti è lo strumento più efficace per riequilibrare il rapporto tra produttori e consumatori, più della sola sanzione economica successiva al danno.
Come Riconoscere un Dispositivo Progettato per Durare Poco
Prima ancora dell'acquisto, alcuni segnali possono aiutarti a capire se un prodotto è stato progettato per durare a lungo oppure no.
La batteria è il primo indicatore da controllare. Se non è rimovibile o richiede procedure di smontaggio complesse documentate solo dal produttore, la sostituzione futura sarà più costosa e meno accessibile, un dettaglio che oggi trova riscontro diretto nell'etichetta di riparabilità europea.
La disponibilità dichiarata di aggiornamenti software è un altro parametro chiave. I produttori più seri indicano esplicitamente per quanti anni un dispositivo riceverà aggiornamenti di sicurezza e per quanti anni riceverà aggiornamenti di sistema operativo maggiori; una politica poco chiara o assente su questo fronte è quasi sempre un campanello d'allarme.
Anche la reperibilità dei pezzi di ricambio ufficiali va verificata prima dell'acquisto, così come l'esistenza di un punteggio di riparabilità pubblico, oggi disponibile per un numero crescente di categorie di prodotto proprio grazie alla normativa europea.
Strategie Pratiche per Allungare la Vita dei Tuoi Dispositivi
Al di là delle norme e delle sanzioni, esistono comportamenti concreti che ogni consumatore può adottare per contrastare l'obsolescenza, sia essa intenzionale o meno.
Evita cicli di carica completi e frequenti se il dispositivo lo consente, mantenendo la batteria in una fascia intermedia di utilizzo quando possibile: è una delle abitudini più efficaci per rallentarne il degrado naturale nel tempo.
Prima di ogni aggiornamento importante, informati sulle esperienze di altri utenti con lo stesso modello, così da capire se ci sono segnalazioni diffuse di rallentamenti o malfunzionamenti legati a quella specifica versione software.
Preferisci, quando possibile, produttori che pubblicano apertamente le proprie politiche di supporto software e la disponibilità di ricambi, valutando anche il punteggio di riparabilità come criterio di acquisto, esattamente come si farebbe con la classe energetica di un elettrodomestico.
Rivolgiti a centri di assistenza autorizzati o certificati per la sostituzione di batterie e componenti usurati, invece di sostituire l'intero dispositivo alla prima difficoltà: spesso un semplice intervento mirato è sufficiente a restituire prestazioni accettabili a un prodotto ancora valido.
FAQ: Domande Frequenti
Cos'è esattamente l'obsolescenza programmata?
È la strategia industriale con cui un prodotto viene progettato per diventare inutilizzabile, obsoleto o poco attraente entro un periodo di tempo prestabilito, spingendo il consumatore verso un nuovo acquisto anche quando il bene originale sarebbe ancora tecnicamente funzionale.
Apple e Samsung sono state condannate per obsolescenza programmata?
Nel 2018 l'Antitrust italiano ha sanzionato Apple per 10 milioni di euro e Samsung per 5 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette legate ad aggiornamenti software che avrebbero ridotto le prestazioni di alcuni smartphone. Apple è stata inoltre multata per 25 milioni di euro anche dalle autorità francesi per una vicenda analoga.
Cosa cambia con la direttiva europea sul diritto alla riparazione?
Dal 31 luglio 2026, termine di recepimento della Direttiva UE 2024/1799, i produttori sono tenuti a offrire la riparazione di un bene rotto o difettoso, quando tecnicamente possibile, anche oltre il periodo di garanzia legale, favorendo il ricorso alla riparazione rispetto alla sostituzione.
Come faccio a sapere se uno smartphone è facilmente riparabile prima di comprarlo?
Puoi consultare l'etichetta europea di riparabilità, obbligatoria per smartphone e tablet dal 20 giugno 2025, con una scala di valutazione da A a E basata su documentazione tecnica, facilità di smontaggio e disponibilità dei pezzi di ricambio.
Rimandare gli aggiornamenti software evita il rallentamento del dispositivo?
Non è una soluzione consigliabile. Ritardare troppo un aggiornamento espone il dispositivo a rischi di sicurezza concreti; la strategia più efficace è informarsi in anticipo sulle eventuali criticità segnalate da altri utenti prima di installare l'aggiornamento.
Quanti rifiuti elettronici produce il mondo ogni anno?
Secondo il Global E-waste Monitor 2024, nel 2022 sono state generate 62 milioni di tonnellate di rifiuti elettronici a livello globale, con una previsione di crescita fino a 82 milioni di tonnellate entro il 2030; solo il 22,3% viene attualmente riciclato in modo formale e sostenibile.
Conclusione
L'obsolescenza programmata non è una teoria del complotto, ma un fenomeno documentato da istruttorie antitrust, sanzioni concrete e, dal 2026, da un quadro normativo europeo sempre più stringente. Tra la Direttiva UE 2024/1799 sul diritto alla riparazione, le nuove regole italiane sugli aggiornamenti software e l'etichetta di riparabilità estesa a smartphone e tablet, il rapporto di forza tra produttori e consumatori sta lentamente cambiando, spostandosi verso maggiore trasparenza e maggiore durabilità dei prodotti.
Nel frattempo, la difesa più efficace resta quella individuale: informarsi prima di acquistare, verificare le politiche di supporto software, preferire la riparazione alla sostituzione quando possibile. Piccole scelte quotidiane che, moltiplicate su scala globale, hanno un peso reale sia sul portafoglio sia sull'ambiente.
Fonti e Riferimenti
- Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), provvedimenti sanzionatori nei confronti di Apple e Samsung, agcm.it
- Unione Europea, Direttiva (UE) 2024/1799 sul diritto alla riparazione, eur-lex.europa.eu
- ITU e UNITAR, Global E-waste Monitor 2024, globalewaste.org
- Ministero della Transizione Ecologica francese, indice di riparabilità, ecologie.gouv.fr
- ANSA, sezione Economia e Tecnologia, ansa.it
- NVision Insights, Esplora Tutti Gli Articoli, www.nvisioninsights.it
- NVision Insights: www.nvisioninsights.it




